La funzione che Leopardi affida alle pagine che egli stende, giorno dopo giorno, nell’arco di un’esperienza descritta nei tempi canonici di nascita, crescita e morte, è appunto – come egli annuncia nel Diario – quella di « speculare minutamente le viscere dell’amore »14, offrendone una fenomenologia puntigliosa e implacabile. L’amore non è detto all’amata, perché non potrebbe mai Ne nasce, in questo modo, uno studio dei meccanismi stessi della « passione » (parola chiave di un’intera cultura), descritta attraverso gli effetti che essa produce : « inquietudine indistinta, scontento, malinconia, qualche dolcezza, molto affetto »,16 e soprattutto un desiderio indefinito, nutrito di ricordi, alimentato da visioni parziali, frammentarie, della donna amata, e destinato implacabilmente a non potersi mai sedare. G.L.. , a cura di W. Binni ed E. Ghidetti, I vol., Firenze, Sansoni, 1993, p. 57). 22Il mutamento che si sta compiendo è sottolineato dall’uso insistito del poliptoto (vano, amore, core usati in flessioni diverse33), che enfatizza un processo stupefacente per lo stesso protagonista. di concentrarsi sul lavoro; addirittura la preoccupazione che il suo sentimento Quasi a conclusione della prima pagina, segnata « La Domenica 14 di Decembre 1817 », egli annota : « E veggo bene che l’amore dev’esser cosa amarissima, e che io purtroppo (dico dell’amor tenero e sentimentale) ne sarò sempre schiavo »18. 34-60 : descrizione della partenza della donna ;vv. Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (A Silvia, Il sogno), ma si tratta di amore che / Solo il mio cor piaceami, e col mio core / In un perenne ragionar sepolto, / Alla guardia seder del mio dolore » (vv. Scritte fra il 14 dicembre 1817 e il 2 gennaio 1818, queste pagine di diario raccontano l’innamoramento del poeta per “una Signora Pesarese”, Gertrude Cassi, cugina di Monaldo padre di Giacomo Leopardi. , a cura di C. Galimberti, Napoli, Guida, 1988, p. 219. La storia successiva dei Canti aprirà sempre di più il divario tra esistenza e felicità. 4821  Leopardi riprende in più luoghi l’impossibilità di avvicinarsi alle cose realmente esistenti e sottolinea il fastidio per ogni forma che non sia quella immaginata : « Il quale [il cuore] tenerissimo, teneramente e subitamente si apre,ma solo solissimo per quel suo oggetto, chè per qualunque altro questi pensieri m’hanno fatto e della mente e degli occhi oltremodo schivo e modestissimo, tanto ch’io non soffro di fissare lo sguardo nel viso sia deforme (che se più o manco m’annoi, non lo so ben discernere) o sia bello a chicchessia, nè in figure o cose tali ; parendomi che quella vista contamini la purità di quei pensieri e di quella idea ed immagine spirante e visibilissima che ho nella mente » (Diario, p. 12). 15La forma intrinsecamente mescidata della passione, verifica di quella legge del desiderio e del piacere mai realizzato, che Leopardi metterà successivamente al centro della propria riflessione, è amplificata, nel testo del Primo amore, dai versi 10-13. 52. Ogni suo soggetto usitato appartiene di sua natura alla lirica; come i subbietti lugubri, che furono spessissimo trattati dai greci lirici, massime antichi, in versi lirici, nei componimenti al tutto lirici, detti thrênoi, i quali furon quelli di Simonide, assai celebrato in tal maniera di componimenti, e quelli di Pindaro: forse anche monodíai, come quelle che di Saffo ricorda Suida » (G.L., Zibaldone, cit., p. 4236). ... è il lato autobiografico perché possa annullarsi o risolversi nella memoria fantastica e quindi nel ritmo della poesia. Scrive Blasucci : Il Diario si presenta dunque, nel suo insieme, come la registrazione del decorso di una passione solitaria, dal suo primo manifestarsi al suo illanguidirsi. 52           E poi che finalmente mi discese, 53           la cara voce al core, e de’ cavai. Il rinvio è allo studio, ormai classico, di M.H. A una prima lettura ... 23 marzo 2012 alle ore 18:10. 67           Ned io ti conoscea, garzon di nove, 68           e nove Soli, in questo a pianger nato. La canzone "Il primo amore" occupa una posizione cruciale nel sistema dei Canti. 47-85. Una poesia sulla distanza. 12           al cor mi discendea tanto diletto? Questa risoluzione rappresenta la seduzione infinita dell’esperienza amorosa ma, contemporaneamente, ne segna il carattere disperato e inquietante : Solo il mio cor piaceami, e col mio core,In un perenne ragionar sepolto,Alla guardia seder del mio dolore. Leopardi, Diario del primo amore. 60           ch’altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi? 64           E lunga doglia il sen mi ricercava, 65           com’è quando a distesa Olimpo piove. emergono le trepidazioni e delle ansie dell’innamorato: il tremore delle E mentre io taccio, e mentre io non contendo. G.L., Tutte le opere, a cura di W. Binni ed E. Ghidetti, I vol., Firenze, Sansoni, 1993, p. 57). Oggi – 10 dicembre 2020 – è anche il centenario della nascita della più pericolosa narratrice sudamericana: Clarice Lispector. Home « L’elegiaco è nome di metro. X Il primo amore. La Calvino e il cinema, Verga e le radici malate del Risorgimento. Se felicità e infelicità possono coesistere nel cuore, l’io che ne registra gli spasimi ambivalenti conosce solo la stanchezza della lotta sostenuta. 369  L. Blasucci, I titoli dei Canti e altri studi leopardiani, Napoli, Morano, 1989, p. 155. 5932  M. de las Nieves Muñiz Muñiz, op. Davide Rondoni, poeta e fondatore del Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna, pubblica per Fazi un libro sul famoso componimento leopardiano. Del resto, è fenomeno consolidato il successo di libri che hanno per protagonisti figure storiche. 70           Quando in ispregio ogni piacer, né grato, 71           m’era degli astri il riso, o dell’aurora. 3811  « L’elegiaco è nome di metro. , edizione bilingue e commento a cura di M. de las Nieves Muñiz Muñiz, Madrid, Càtedra 1998, p. 206). 29           moti per l’ossa mi serpeano, oh come, 30           mille nell’alma instabili, confusi, 31           pensieri si volgean! 13Dal verso 4 comincia l’esposizione analitica di quell’espe-rienza : Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissiIo mirava colei ch’a questo corePrimiera il varco ed innocente aprissi. 63. 9             recar tanto desio, tanto dolore? Salvando la memoria di quel primo evento, chi scrive potrà definire procedure ricorrenti, e, al contrario, quando vorrà pronosticare la logica eterna dei propri sentimenti, dovrà « sempre riandare appuntino la prima vera entrata nel mio cuore di questa sovrana passione »19. Il Primo amore, come si diceva, resta per molti aspetti, e almeno nella genesi, vicino al Diario, di cui riprende la medesima occasione biografica. L’oblio della memoria. Come annota il padre in un registro familiare memoria dei principali eventi della famiglia attraverso i secoli: “A dì 29 giugno 1798. La consapevolezza Due avventure differenti e insieme simili: da una parte la preghiera, il lamento, la meditazione di un’eroina lontana, segnata dal destino e esclusa dalla felicità; dall’altra il ricordo di una dolorosa, ma anche esaltante esperienza personale, vissuta per la prima volta e fissata negli elementi costitutivi, nella sua fenomenologia fisica e immaginativa, e innalzata in una dimensione paradigmatica. Il tema del canto è, dunque, la ricostruzione di un avvenimento rivissuto nel ricordo (Tornami a mente) ; esso ripete e rinnova la prima volta di un soggetto di fronte al mistero di un sentimento ambiguo, che produce stati diversi e che si fissa nell’immagine di un corpo-fantasma: quello della donna desiderata, che rivive attraverso pezzi della sua identità (la voce, l’immagine « pinta » nel cuore). 18I moti accelerati del cuore sono la misura che regola il tempo interiore del soggetto. sotto lo stesso tetto o lo ha abbandonato da poco, eppure Leopardi non si d’amore. Che gli occhi al suol … Continua a leggere → l’infinito può essere raggiunto. Il lemma compare, senza richiami diretti alla sensibilità soggettiva messa in gioco nel. soprattutto D. De Robertis (Il sistema della poesia, in G.L., Canti, a cura di G. e D. De Robertis, Milano, Mondadori, 1978, pp. 325  G. L, Zibaldone di pensieri, ed. Giacomo Leopardi, Il primo amore . Italies, Revue d’études italiennes, Université de Provence, n°3, Femmes italiennes, 1999. nel cuore di chi ama l’amore è inquietudine, felicità, miseria (“... inquieto e Tornami a mente il dì che la battaglia D’amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest’è amor, com’ei travaglia! la voce, ch’altro il cielo, ahi, mi togliea. / Deh quanto, in verità, vani siam nui ! E proprio l’esame introspettivo, nel momento in cui l’amore 27Demolita questa suprema illusione, sopravviverà solo l’infinita vanità del tutto. 4 Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, 5 io mirava colei ch’a questo core 6 primiera il […] 3912  Sul confronto tra i due testi scrive M. de las Nieves Muñiz Muñiz (op.cit., p. 205) : « Si bien desde el título mismo, alusivo a una íntima experiencia autobiográfica del poeta, se marca la fractura entre este ‘primer’ canto de amor y el ‘ùltimo’ canto dirigido a la naturaleza por la antigua Safo, el salto queda hábilmente atenuado por la común temática (la desdicha amorosa en un sujeto ‘nacido para el llanto’) y el recurso en ambos casos a la primera persona. , p. 12). 74-79), Altre volte Leopardi parla di amori giovanili (. L’episodio specifico, cui egli rivolge la sua attenzione, è figura di una legge che resterà invariabile. 5528  « Il sonno stesso non è piacevole se non in quanto è torpore, dimenticanza, riposo dai desideri, dai timori, dalle speranze, e dalle passioni di ogni sorta » (Zibaldone, cit., p. 1779). 76-84). #leopardi #poesia leopardi #giacomo leopardi #poesia #il primo amore #amore #dolore #dolce affetto. Italies - Littérature Civilisation Société est mis à disposition selon les termes de la licence Creative Commons Attribution - Pas d'Utilisation Commerciale - Pas de Modification 4.0 International. La lirica, viceversa, copre solo lo spazio narrativo della prima parte : dalla rivelazione dell’amore alla partenza della donna; il resto è una celebrazione al presente del proprio dolore e della fedeltà all’immagine di lei che persiste vittoriosa nella mente del poeta.23. (G. Leopardi, Canti, Newton Canti (Leopardi - Donati)/X. L’inquietudine che egli prova si trasforma in ansia senza centro : « desiderio – chiarisce il poeta – non sapeva né so di che, né anche fra le cose possibili vedo niente che mi possa appagare »20. 59           stupidamente per la muta stanza. 4922  « [...] io duro come ne’ giorni innanzi, parendomi che il solo mio vero passatempo sia lo scrivere queste righe » (Ibidem, p. 19). I due nuclei principali dei Canti si fronteggiano ormai contrapposti: uno è alle spalle, composto di mondi e di personaggi antichi o distinti da sé; l’altro è all’orizzonte e sarà nutrito dalle avventure storiche dell’anima e dalle sue « affezioni ». lei m’appago. 24           rotto e deliro il sonno venia manco. « [...] io duro come ne’ giorni innanzi, parendomi che il solo mio vero passatempo sia lo scrivere queste righe » (. Volendo venire a concetti più precisi, Dante e Petrarca hanno proposto due modelli diversi alla poesia italiana. Tuttavia, all’opposto, il «foco» d’amore è anche «foco intaminato e puro », che «spira» nel pensiero grazie a quella trasfigurata «bella imago». Il primo amore. La prima, tra le poesie d’amore di Leopardi che vorremmo proporvi è Alla sua donna, una sorta di inno alla donna ideale, composto nel 1823, di cui riportiamo i versi iniziali. 4-12 : indicazione della natura ancipite dell’amore, « diletto » « pien di travaglio e di lamento » ;vv. Solo di questo piacere tutto interiore, consegnato alla custodia dell’immaginazione, Leopardi può appagarsi. lei m’appago. X – Il primo amore Giacomo Leopardi. Il primo amore ( G. Leopardi) Datazione : composto a Recanati dal 14 al 16 dicembre. Proprio il « cor », infatti, diventa teatro di emozioni sconosciute, ma è anche il responsabile dei trasalimenti dell’anima intera. 26La scissione tra ideale e reale, tra sogno e vita, tra illusione e verità, è del tutto avvenuta. Inevitabile e quasi automatica è la relazione tra quello che si leva come l’« ultimo canto » della poetessa greca e ciò che si presenta, invece, come la prima traccia della propria nascente identità. della raccolta dei Canti, ma nella sistemazione definitiva occuperà il X posto, Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, che angoscia era la tua fra quel pensiero, gli occhi al sonno chiudea, come per febre, sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi. Esso costituisce l’anello di passaggio4 tra due modi, quello appunto politico-patriottico e quello più direttamente idillico. Il corpo materiale è sostituito dal profilo di un fantasma, che attraversa gli spazi come un’allucinazione, suscitando « instabili, confusi // pensieri » : pensieri mescolati, mutevoli, inafferrabili, resi più spezzati dall’enjambement che separa l’aggettivo dal nome. Leopardi 24D’altra parte, una tale immagine, proprio perché tenuta disgiunta da ogni materia, esprime una potenza che non si tradurrà mai in atto : un modello che eccede ogni copia, e, dunque, sempre al di là del raggiungimento. 25-33 : apparizione nel sonno della « dolce imago » ;vv. Scrisse in questa occasione il "Diario del primo amore" e l' "Elegia I" che verrà in seguito inclusa nei "Canti" con il titolo "Il primo amore". 18           tutto queto parea nell’emisfero: 19           tu inquieto, e felice e miserando. El contraste gloria/belleza marca una nueva fase en la ‘historia’ de los Cantos (según la ordenación que quiso darles el poeta): no ya la gloria añorada y lamentada en las canciones anteriores, sino el amor; no las ilusiones colectivas, sino la única que puede obrar con fuerza suficiente en el individuo moderno.32. Italies - Littérature Civilisation Société, La plume et le crayon. Nel racconto della prima e inaugurale avventura d’amore irrompe, secondo uno schema che proprio negli idilli troverà la propria legittimazione, la vicenda interiore del soggetto, innalzata a misura esemplare della propria intera storia e, insieme, di quella del genere umano. 16Nella rappresentazione di un’inquietudine così precisamente delineata il « cuore » diventa naturalmente il soggetto principale. 11Come si vede anche da questo assai sommario profilo, l’attenzione si arresta sul meccanismo generativo dell’immagine d’amore, abbandonando lo schema evolutivo seguito nel Diario.